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Archive for Febbraio, 2007

Il Lido San Giovanni di Gallipoli: elegante stabilimento e rinomato dancing del Salento.

Lido_San_Giovanni_1956 Lido_San_Giovanni_56

Partecipazione premio giornalistico delle Celebrazioni Salentine
(25 luglio 1957)

Il dinamismo e la lungimiranza sono l’anima della vita moderna, doti queste delle quali non mancano sicuramente il Comm. Otello Torsello e il Rag. Samuele Coluccia, ideatore e costruttore, il primo, direttore, l’altro di un magnifico stabilimento balneare sorto a Gallipoli.

Il Lido San Giovanni di Gallipoli, infatti, da una normale spiaggia sulla litoranea che porta a Santa Maria di Leuca, si è trasformato in un ritrovo mondano che, via via, acquista fama sempre più grande, ponendosi così su di un piano di primaria importanza al fianco dei migliori e più attrezzati stabilimenti balneari italiani.

La storia del Lido San Giovanni non è di molto differente da quella delle altre spiagge disseminate in numero rilevante, qua e là, per tutta la penisola; la sconfinata distesa di sabbia, sottile e candida, simile a un bianco mantello sulla spalle di una bellissima dama, costeggiante per parecchi chilometri il mare dalla parte di scirocco, necessariamente doveva richiamare l’attenzione di un impresario locale il quale tanti anni addietro ha costruito sull’arenile le prime “cabine “ in legno, smontabili al termine della stagione estiva.

La cittadina Jonica, la Japigia delle Puglie, immortalata dai poeti e dagli storici locali, non contava, a quel tempo, più di 10.000 abitanti e una volta impostasi nella numerosa sfilata delle città italiane partecipanti a un fantastico e fantasmagorico concorso di bellezza classificandosi nelle primissime posizioni, doveva necessariamente rimodernare i suoi impianti balneari rendendoli il più possibile comodi al turista e al forestiero che, per bagnare e ristorare le proprie membra , si sarebbe spinto sino alle estreme spiagge d’Italia.

L’iniziativa fu presa da Comm. Otello Torsello il quale, con una abilità sorprendente e degna di essere tenuta nella più grande considerazione, creò quel magnifico complesso balneare, il migliore della Provincia e forse anche di tutta la Puglia, dotata di un impianto il più moderno e reso ancor più piacevole e attrattivo, oltre che dall’eleganza e dalla bellezza della costruzione, anche dall’incomparabile scenario che offre: Gallipoli come sfondo e mare e cielo come cornice.

L’intonazione delle tinte con le quali sono colorate le tre rotonde e le cabine che si presentano su due piani sovrapposti come due filari di candidi denti l’uno sull’altro sovrapposto in una bocca stupenda, rendono l’ambiente tutt’altro che monotono: il bagnante non riesce a distinguere se un po’ di mare o di cielo si è sostituito alle pareti o se siano i riflessi del sole calante a rendere color porpora alcune colonnine di sostegno o le ringhiere di protezione.

E quella miriade di tinte dei costumi da bagno e degli ombrelloni, sulla spiaggia, sembra sia stata rapita da Iride l’ultima volta che si affacciò al balcone del cielo per annunciare che la pioggia era passata e l’estate era ormai alle porte.

Sarebbe però poca cosa se il Lido San Giovanni di Gallipoli si riducesse soltanto a uno stabilimento balneare; a sera, quando i più sfegatati amici del mare aprono per l’ultima volta i rubinetti delle docce, dopo solo qualche attimo di silenzio durante il quale tutto sembra volersi concedere un briciolo di riposo, le note melodiose di una orchestra rompono il silenzio, assiduo accompagnatore delle tenebre, per annunziare che al Lido comincia una nuova vita, quella che la élite del Salento conosce ormai alla perfezione.

Sulla sontuosa rotonda, meta preferita di eleganti signore, di ragazze nei più smaglianti abiti da sera, di giovanotti incravattati, si danno convegno per il week end, stelle rifulgenti nel firmamento della cinematografia contemporanea, astri di rara luminosità nel magnifico cielo della canzone italiana, quanto di meglio insomma si possa avere nel vertiginoso turbinio di questi tempi moderni.

Non si può, in simili situazioni rimanere sordi al richiamo del sabato sera, lanciato con puntualità e precisione dagli organizzatori, sia che si debba andare ad ammirare la grazia e la bellezza di Leda Roffi, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, o lo strabiliante movimento delle dita di Rino Salviati che pizzicano le corde della fantastica chitarra, oppure l’espressione tutta particolare del volto massiccio e allungato di Alberto Sorrentino, il comico che riesce nella sua serietà equivoca a fare ridere a crepapelle.

E’ perciò naturale che il fior fiore del Salento scelga il Lido San Giovanni di Gallipoli per divertirsi e danzare sino alle prime luci dell’alba, quando il sole si fa annunziare dalla sua meravigliosa cameriera, l’Aurora, ricoperta da un abito di magnifici colori; è quindi cosa naturale che il Lido abbia un numero considerevole di oficianados invidiato e desiderato dagli altri ritrovi che, per forza di cose, sono sorti nel contempo numerosi in quasi tutte le spiagge salentine. Ognuno di essi ha una nota particolare, in ognuno di essi si balla e ci si abbandona alle melodiose note di una orchestra più o meno moderna, in ognuno di questi si presentano numeri di eccezione di una certa importanza, ma il Lido San Giovanni di Gallipoli, come dicono gli ospiti francesi, c’est un’outre chose; vanta un ambiente sceltissimo, una rotonda con pista da ballo modernissime e della massima capienza e bellezza sotto tutti gli aspetti e, poi… ha Gallipoli, la “bianca Gallipoli balcone de’ le fate� come sfondo; e, forse, proprio qui sta il suo segreto.

Silvano Piccolo

Cannole: un villaggio di pescatori assurto al rango di centro turistico.

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(Il Corriere del Giorno, 1957)

Rocce massicce che si stagliano nel cielo limpido e terso, boschi ancora giovani e sempreverdi, sabbia vellutata e bianchissima, mare di un azzurro incomparabile che con il cielo in un tutt’uno si fonde all’orizzonte, una pista da ballo di non grandi dimensioni ma stilisticamente impeccabile, da un lato la Montagna Spaccata dall’ altro Gallipoli in tutta la sua meravigliosa bellezza. Questo in sintesi è il Lido Conchiglie, questo il dancing più piccolo e non per questo meno interessante dell’estremo lembo salentino.

Proprietario ideatore costruttore e gestore il Sig. Giuseppe Monteduro (Mesciu Peppe), un esperto in materia di costruzioni, un appassionato delle opere che portano la sua firma, un “modesto� che continua sempre il suo mestiere di imprenditore edile e al tempo stesso di operaio, che recentemente è stato insignito dell’ ambito titolo di Cavaliere del Lavoro.

Cannole è sorto ad opera di alcuni pescatori che, sulla litoranea che congiunge Gallipoli a Santa Maria al Bagno hanno costruito le loro casette in modo da vivere più vicini al proprio posto di lavoro, sino a qualche anno addietro addirittura sconosciuto o quasi.

Ma chi ama la calma la tranquillità la pace, chi vuole estraniarsi dal mondo civile per disintossicarsi dalla turbolenta vita della città, chi ha in uggia i rumori, non può trovare posto migliore o più incantevole per costruirsi la villetta lì dove, all’imbrunire, all’angolo delle strade, si accendono ancora i lampioni a petrolio quasi a sfidare il progresso, questo mostro dai mille tentacoli che, nel breve volgere di due o tre anni, ha vinto la sua battaglia quando Mesciu Peppe si è posto alla guida del manipolo di uomini che ha annientato il “vecchio�in una cruenta lotta per cui “il nuovo� è prevalso in una vasta opera civilizzatrice fornendo alla sua proprietà, prima, e a qualche casa, poi, la luce con la installazione di un gruppo elettrogeno.

Ora Cannole è meta turistica, è posto di villeggiatura, è luogo di divertimento sia durante il giorno quando le acque e la spiagge si popolano di bagnanti e diventano sfavillanti di mille colori, sia a sera quando dopo che le tenebre hanno avvolto tutto e tutti nel loro nero mantello bucato qua e là dai raggi di milioni di stelle, le note di una orchestra melodica invitano alla danza. E mentre ad essa ci si abbandona, trasportati nel regno arcano della fantasia, lo sfarzo di luci e di colori, la suggestività dell’ambiente, la brezzolina ristoratrice che pervade le membra, il profumino che emana dalla buona cucina casereccia dell’ annesso ristorante, il cadenzante muoversi delle onde che giocano l’ una con l’ altra a rimpiattino inseguendosi e scontrandosi come fanno i bambini, le musiche intonate più in là dalle cicale e dai grilli in gara tra loro e con gli strumenti degli orchestrali, tutto contribuisce a fare sì che ciascuno riesca ad estraniarsi da questo caotico mondo per vivere un attimo della propria travagliata vita di tutti i giorni in una atmosfera trascendentale, paradisiaca.

Non è il signorile Lido San Giovanni di Gallipoli, la Spiaggia delle Conchiglie, e neppure il dancing è quello esotico delle Quattro Colonne, ma costituisce, il Lido delle Conchiglie, un posticino delizioso nel quale è piacevole trascorrere il week end, per villeggiare nel quale non bisogna far calcoli o pensarci due volte e a dimostrazione di ciò sta il fatto che attualmente il numero delle villette aumenta in modo considerevole.

A Mesciu Peppe si deve tutto a Cannole; a lui si deve l’energia elettrica fornita da due gruppi elettrogeni di sua proprietà, opera sua è, in poche parole, la valorizzazione graduale, anche se lenta, di un villaggio quasi sperduto sulla litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno, ma che Gallipoli e Santa Maria al Bagno, con tutta la loro notevole importanza, non sono riuscite ad oscurare.

Silvano Piccolo

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