
(Il Corriere del Giorno, 1957)
Rocce massicce che si stagliano nel cielo limpido e terso, boschi ancora giovani e sempreverdi, sabbia vellutata e bianchissima, mare di un azzurro incomparabile che con il cielo in un tutt’uno si fonde all’orizzonte, una pista da ballo di non grandi dimensioni ma stilisticamente impeccabile, da un lato la Montagna Spaccata dall’ altro Gallipoli in tutta la sua meravigliosa bellezza. Questo in sintesi è il Lido Conchiglie, questo il dancing più piccolo e non per questo meno interessante dell’estremo lembo salentino.
Proprietario ideatore costruttore e gestore il Sig. Giuseppe Monteduro (Mesciu Peppe), un esperto in materia di costruzioni, un appassionato delle opere che portano la sua firma, un “modesto� che continua sempre il suo mestiere di imprenditore edile e al tempo stesso di operaio, che recentemente è stato insignito dell’ ambito titolo di Cavaliere del Lavoro.
Cannole è sorto ad opera di alcuni pescatori che, sulla litoranea che congiunge Gallipoli a Santa Maria al Bagno hanno costruito le loro casette in modo da vivere più vicini al proprio posto di lavoro, sino a qualche anno addietro addirittura sconosciuto o quasi.
Ma chi ama la calma la tranquillità la pace, chi vuole estraniarsi dal mondo civile per disintossicarsi dalla turbolenta vita della città , chi ha in uggia i rumori, non può trovare posto migliore o più incantevole per costruirsi la villetta lì dove, all’imbrunire, all’angolo delle strade, si accendono ancora i lampioni a petrolio quasi a sfidare il progresso, questo mostro dai mille tentacoli che, nel breve volgere di due o tre anni, ha vinto la sua battaglia quando Mesciu Peppe si è posto alla guida del manipolo di uomini che ha annientato il “vecchio�in una cruenta lotta per cui “il nuovo� è prevalso in una vasta opera civilizzatrice fornendo alla sua proprietà , prima, e a qualche casa, poi, la luce con la installazione di un gruppo elettrogeno.
Ora Cannole è meta turistica, è posto di villeggiatura, è luogo di divertimento sia durante il giorno quando le acque e la spiagge si popolano di bagnanti e diventano sfavillanti di mille colori, sia a sera quando dopo che le tenebre hanno avvolto tutto e tutti nel loro nero mantello bucato qua e là dai raggi di milioni di stelle, le note di una orchestra melodica invitano alla danza. E mentre ad essa ci si abbandona, trasportati nel regno arcano della fantasia, lo sfarzo di luci e di colori, la suggestività dell’ambiente, la brezzolina ristoratrice che pervade le membra, il profumino che emana dalla buona cucina casereccia dell’ annesso ristorante, il cadenzante muoversi delle onde che giocano l’ una con l’ altra a rimpiattino inseguendosi e scontrandosi come fanno i bambini, le musiche intonate più in là dalle cicale e dai grilli in gara tra loro e con gli strumenti degli orchestrali, tutto contribuisce a fare sì che ciascuno riesca ad estraniarsi da questo caotico mondo per vivere un attimo della propria travagliata vita di tutti i giorni in una atmosfera trascendentale, paradisiaca.
Non è il signorile Lido San Giovanni di Gallipoli, la Spiaggia delle Conchiglie, e neppure il dancing è quello esotico delle Quattro Colonne, ma costituisce, il Lido delle Conchiglie, un posticino delizioso nel quale è piacevole trascorrere il week end, per villeggiare nel quale non bisogna far calcoli o pensarci due volte e a dimostrazione di ciò sta il fatto che attualmente il numero delle villette aumenta in modo considerevole.
A Mesciu Peppe si deve tutto a Cannole; a lui si deve l’energia elettrica fornita da due gruppi elettrogeni di sua proprietà , opera sua è, in poche parole, la valorizzazione graduale, anche se lenta, di un villaggio quasi sperduto sulla litoranea Gallipoli – Santa Maria al Bagno, ma che Gallipoli e Santa Maria al Bagno, con tutta la loro notevole importanza, non sono riuscite ad oscurare.
Silvano Piccolo