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Archive for Viaggi nel Salento (Come eravamo)
Marzo 18, 2007 at 12:16 · Categoria: Viaggi nel Salento (Come eravamo)
( 18° Meridiano del 12 Aprile 1964 )
Per quanto riguarda il Castello, il discorso è da farsi pur nella convinzione che niente si potrà tentare per ottenerne un miglioramento; del resto le condizioni della casse comunali sono quelle che sono, notissime a tutti, e non è lecito assolutamente stanziare una certa somma quando vi sono problemi più urgenti da risolvere. Sarebbe comunque molto bello e interessante sistemare i locali in modo decoroso per potere ivi allestire mostre d’ arte, per potere sistemare gli oggetti da Museo rendendo autonoma la Biblioteca Comunale il cui patrimonio letterario andrebbe arricchito con opere più recenti per una dovuta rinascita di Gallipoli anche nel settore culturale, attualmente nella sua fase più nettamente negativa.
Non dovrebbe mancare, in quell’ambiente, un acquario per la messa in mostra del patrimonio ittico locale, particolarmente interessandosi di quelle specie rare che molto spesso vengono pescate nel mare di Gallipoli come, ad esempio, quella testuggine liuto che ha richiamato un considerevole numero di studiosi e che forse è finita in parte a soddisfare il gusto dei pescatori medesimi e in parte sui tavoli di una bettola locale.
In questo senso sarebbero impiegati i vari milioni concessi, annualmente, dal Ministero del Lavoro e della Massima Occupazione, spesi per la istituzione di cantieri di lavoro per la temporanea occupazione di operai disoccupati.
I lungomare di scirocco e di tramontana, se illuminati a dovere, sarebbero molto più belli perché, lungo uno qualsiasi di questi, lo sciacquio delle onde trasporta in un mondo fantastico e soprannaturale, si può ammirare Gallipoli in tutta la sua bellezza, mentre sia da scirocco che da tramontana, ci si estranea dal mondo compiendo un viaggio rapidissimo sulle ali arcane della fantasia, come sotto l’influsso di una blanda narcosi, di una droga benefica, di un dolce veleno che penetra insidioso nell’intimo di ogni uomo, che ammalia e che non fa male. Continua
Marzo 16, 2007 at 17:24 · Categoria: Viaggi nel Salento (Come eravamo)
(18° Meridiano n.4 del 22.3.1964
Cosa si potrebbe o si dovrebbe fare per potere dare un impulso decisivo a questo problema del turismo, a questo immenso edificio del quale esistono le fondamenta, in prossimità delle quali però tanti mattoni sono stati accostati ma che è indispensabile usare prima ancora che il tempo, inesorabile distruttore della materia inerte, compia la sua opera demolitrice? Manca il materiale per potere sovrapporre l’una all’altra pietra o vi è carenza di mano d’opera per potere innalzare la costruzione in modo che quella materia possa prendere, consistenza librandosi verso il cielo a beneficio non di una sola categoria ma di tutti i gallipolini e di Gallipoli medesima?
Per l’uno e per l’altro motivo insieme, le cose non vanno a puntino, poiché se è vero che Gallipoli offre le sue bellezze per via di una concessione speciale della natura, di questa madre benefica e maligna al tempo stesso che ha voluto dotarla di tanto splendore quasi a pagare il suo debito di averla molto male trattata nel concederle un modestissimo e poco fecondo entroterra, è pur vero che si è fatto ben poco per sfruttarne a dovere la caratteristica posizione con l’aggiunta di altre cose atte a favorire l’afflusso dei turisti.
Si sarebbe dovuta favorire l’iniziativa privata facendo nascere e Gallipoli numerosi alberghi, primo fra tutti quello a completamento di un fabbricato che prevede la costruzione di un grattacielo, per cui si darebbe anche un altro aspetto al Corso Roma. Continua
Marzo 14, 2007 at 17:54 · Categoria: Viaggi nel Salento (Come eravamo)
(18° Meridiano n .1 del 19 Gennaio 1964)
Al di fuori di queste poche cose non si vede la possibilità di altre industrie da impiantare a beneficio di Gallipoli per cui sembra inevitabile l’ accentuarsi della crisi interna, l’ espandersi ancor più della disoccupazione, vittime della quale restano, inevitabilmente, i giovani di nuova leva che vanno ad aggiungersi a quelli numerosi già esistenti a meno che questi non decidano di cambiare aria espatriando alla conquista di una meta dura e difficile in territorio straniero, fenomeno questo che diventa il cavallo di battaglia degli oratori dei vari partiti nelle consultazioni elettorali.
La soluzione, però, potrebbe trovarsi, e forse anche in modo eccellente, con il portare Gallipoli al rango di quelle città dove l’ afflusso di turisti è notevole, nelle quali è sufficiente lavorare l’ estate, molto lunga in questo territorio, per trascorrere, anche se non a pieno regime, un buon inverno, nelle quali italiani e stranieri trovano quei confort indispensabili per trascorrere tranquilli le vacanze; si intende dire di quel processo che si chiama “Turismo�.
In questo tentativo, però, è indispensabile impiegare tutte le proprie energie, sfruttare tutte le capacità che si hanno, nel proprio interesse e soprattutto nell’interesse della comunità .
Gallipoli, questo meraviglioso Centro del Salento, questa cittadina le cui bellezze naturali pongono in primo piano tra le altre esistenti nella zona, questo scoglio circondato da un mare di un incomparabile azzurro che con l’ azzurro del cielo si confonde in una sintesi mirabile da formare quasi un tutt’ uno tanto impercettibili sono le sfumature con cui aria e acqua sembra si congiungano all’orizzonte, questa Gallipoli che, a sera, sembra circondata dalle fiamme quando i monti della Sila, nitidi e frastagliati, si presentano allo sguardo dell’osservatore, questa Gallipoli, questa bella Gallipoli, ha tutti i numeri per conquistarsi un nome, per scalare anche velocemente i gradini della notorietà e del successo.
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Febbraio 21, 2007 at 10:10 · Categoria: Viaggi nel Salento (Come eravamo)

(18° Meridiano n .5 del 25 Dicembre 1963)
Il problema della valorizzazione turistica di Gallipoli, sotto i suoi molteplici aspetti, si presenta difficile, anzi impossibile, per una soluzione rapida e a breve scadenza, per un chiaro lampante evidente immediato sviluppo.
Non si può non lasciare trascorrere, prima, un certo periodo di tempo, forse anche molto lungo, purtroppo, durante il quale iniziare a gettare le fondamenta, nel corso del quale compiere i primi passi verso quella che, attualmente, sembra essere l’unica prospettiva, la soluzione migliore perché Gallipoli risorga dallo stato di disagio, dal baratro nel quale suo malgrado è caduta per via del progresso che, se da un lato ha portato i suoi giovamenti alle grandi industrie del nord, dall’altro ha tagliato le gambe a tutte quelle esistenti in Gallipoli e nei dintorni, obbligandole alla chiusura e al fallimento.
L’industrializzazione del Mezzogiorno, di cui tanto si sente parlare di questi tempi, non può e non potrà interessare Gallipoli direttamente su vasta scala, almeno per il momento, anche se sfruttabile nel senso di un più largo impiego della mano d’opera; non si può pretendere di obbligare un privato a creare degli impianti là dove i guadagni dovessero risultare deficitarii, e tanto meno ciò lo si può imporre allo Stato ove non si potesse almeno intravedere uno spiraglio di utile con la chiusura del bilancio annuo con un minimo di attivo o, almeno, a pareggio. E se la Metalchimica-Breda ha ritenuto di dovere impiantare una sua fabbrica a Gallipoli è perché, questa volta, la posizione geografica della cittadina jonica è risultata favorevole in quanto dirimpettaia delle zone dell’Africa dalle quali dovrebbe importarsi il materiale grezzo. Continua
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