
Partecipazione premio giornalistico delle Celebrazioni Salentine
(25 luglio 1957)
Il dinamismo e la lungimiranza sono l’anima della vita moderna, doti queste delle quali non mancano sicuramente il Comm. Otello Torsello e il Rag. Samuele Coluccia, ideatore e costruttore, il primo, direttore, l’altro di un magnifico stabilimento balneare sorto a Gallipoli.
Il Lido San Giovanni di Gallipoli, infatti, da una normale spiaggia sulla litoranea che porta a Santa Maria di Leuca, si è trasformato in un ritrovo mondano che, via via, acquista fama sempre più grande, ponendosi così su di un piano di primaria importanza al fianco dei migliori e più attrezzati stabilimenti balneari italiani.
La storia del Lido San Giovanni non è di molto differente da quella delle altre spiagge disseminate in numero rilevante, qua e là , per tutta la penisola; la sconfinata distesa di sabbia, sottile e candida, simile a un bianco mantello sulla spalle di una bellissima dama, costeggiante per parecchi chilometri il mare dalla parte di scirocco, necessariamente doveva richiamare l’attenzione di un impresario locale il quale tanti anni addietro ha costruito sull’arenile le prime “cabine “ in legno, smontabili al termine della stagione estiva.
La cittadina Jonica, la Japigia delle Puglie, immortalata dai poeti e dagli storici locali, non contava, a quel tempo, più di 10.000 abitanti e una volta impostasi nella numerosa sfilata delle città italiane partecipanti a un fantastico e fantasmagorico concorso di bellezza classificandosi nelle primissime posizioni, doveva necessariamente rimodernare i suoi impianti balneari rendendoli il più possibile comodi al turista e al forestiero che, per bagnare e ristorare le proprie membra , si sarebbe spinto sino alle estreme spiagge d’Italia.
L’iniziativa fu presa da Comm. Otello Torsello il quale, con una abilità sorprendente e degna di essere tenuta nella più grande considerazione, creò quel magnifico complesso balneare, il migliore della Provincia e forse anche di tutta la Puglia, dotata di un impianto il più moderno e reso ancor più piacevole e attrattivo, oltre che dall’eleganza e dalla bellezza della costruzione, anche dall’incomparabile scenario che offre: Gallipoli come sfondo e mare e cielo come cornice.
L’intonazione delle tinte con le quali sono colorate le tre rotonde e le cabine che si presentano su due piani sovrapposti come due filari di candidi denti l’uno sull’altro sovrapposto in una bocca stupenda, rendono l’ambiente tutt’altro che monotono: il bagnante non riesce a distinguere se un po’ di mare o di cielo si è sostituito alle pareti o se siano i riflessi del sole calante a rendere color porpora alcune colonnine di sostegno o le ringhiere di protezione.
E quella miriade di tinte dei costumi da bagno e degli ombrelloni, sulla spiaggia, sembra sia stata rapita da Iride l’ultima volta che si affacciò al balcone del cielo per annunciare che la pioggia era passata e l’estate era ormai alle porte.
Sarebbe però poca cosa se il Lido San Giovanni di Gallipoli si riducesse soltanto a uno stabilimento balneare; a sera, quando i più sfegatati amici del mare aprono per l’ultima volta i rubinetti delle docce, dopo solo qualche attimo di silenzio durante il quale tutto sembra volersi concedere un briciolo di riposo, le note melodiose di una orchestra rompono il silenzio, assiduo accompagnatore delle tenebre, per annunziare che al Lido comincia una nuova vita, quella che la élite del Salento conosce ormai alla perfezione.
Sulla sontuosa rotonda, meta preferita di eleganti signore, di ragazze nei più smaglianti abiti da sera, di giovanotti incravattati, si danno convegno per il week end, stelle rifulgenti nel firmamento della cinematografia contemporanea, astri di rara luminosità nel magnifico cielo della canzone italiana, quanto di meglio insomma si possa avere nel vertiginoso turbinio di questi tempi moderni.
Non si può, in simili situazioni rimanere sordi al richiamo del sabato sera, lanciato con puntualità e precisione dagli organizzatori, sia che si debba andare ad ammirare la grazia e la bellezza di Leda Roffi, prima ballerina del Teatro dell’Opera di Roma, o lo strabiliante movimento delle dita di Rino Salviati che pizzicano le corde della fantastica chitarra, oppure l’espressione tutta particolare del volto massiccio e allungato di Alberto Sorrentino, il comico che riesce nella sua serietà equivoca a fare ridere a crepapelle.
E’ perciò naturale che il fior fiore del Salento scelga il Lido San Giovanni di Gallipoli per divertirsi e danzare sino alle prime luci dell’alba, quando il sole si fa annunziare dalla sua meravigliosa cameriera, l’Aurora, ricoperta da un abito di magnifici colori; è quindi cosa naturale che il Lido abbia un numero considerevole di oficianados invidiato e desiderato dagli altri ritrovi che, per forza di cose, sono sorti nel contempo numerosi in quasi tutte le spiagge salentine. Ognuno di essi ha una nota particolare, in ognuno di essi si balla e ci si abbandona alle melodiose note di una orchestra più o meno moderna, in ognuno di questi si presentano numeri di eccezione di una certa importanza, ma il Lido San Giovanni di Gallipoli, come dicono gli ospiti francesi, c’est un’outre chose; vanta un ambiente sceltissimo, una rotonda con pista da ballo modernissime e della massima capienza e bellezza sotto tutti gli aspetti e, poi… ha Gallipoli, la “bianca Gallipoli balcone de’ le fate� come sfondo; e, forse, proprio qui sta il suo segreto.
Silvano Piccolo