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Servizio sui problemi di Gallipoli:
Occorre potenziare il turismo, unico modo per valorizzare Gallipoli. (2/4)

(18° Meridiano n .1 del 19 Gennaio 1964)

Al di fuori di queste poche cose non si vede la possibilità di altre industrie da impiantare a beneficio di Gallipoli per cui sembra inevitabile l’ accentuarsi della crisi interna, l’ espandersi ancor più della disoccupazione, vittime della quale restano, inevitabilmente, i giovani di nuova leva che vanno ad aggiungersi a quelli numerosi già esistenti a meno che questi non decidano di cambiare aria espatriando alla conquista di una meta dura e difficile in territorio straniero, fenomeno questo che diventa il cavallo di battaglia degli oratori dei vari partiti nelle consultazioni elettorali.

La soluzione, però, potrebbe trovarsi, e forse anche in modo eccellente, con il portare Gallipoli al rango di quelle città dove l’ afflusso di turisti è notevole, nelle quali è sufficiente lavorare l’ estate, molto lunga in questo territorio, per trascorrere, anche se non a pieno regime, un buon inverno, nelle quali italiani e stranieri trovano quei confort indispensabili per trascorrere tranquilli le vacanze; si intende dire di quel processo che si chiama “Turismo�.

In questo tentativo, però, è indispensabile impiegare tutte le proprie energie, sfruttare tutte le capacità che si hanno, nel proprio interesse e soprattutto nell’interesse della comunità.

Gallipoli, questo meraviglioso Centro del Salento, questa cittadina le cui bellezze naturali pongono in primo piano tra le altre esistenti nella zona, questo scoglio circondato da un mare di un incomparabile azzurro che con l’ azzurro del cielo si confonde in una sintesi mirabile da formare quasi un tutt’ uno tanto impercettibili sono le sfumature con cui aria e acqua sembra si congiungano all’orizzonte, questa Gallipoli che, a sera, sembra circondata dalle fiamme quando i monti della Sila, nitidi e frastagliati, si presentano allo sguardo dell’osservatore, questa Gallipoli, questa bella Gallipoli, ha tutti i numeri per conquistarsi un nome, per scalare anche velocemente i gradini della notorietà e del successo.

In questo estremo tentativo, in questo sforzo, però, va impiegato un ingente contributo da parte di tutti perché se la pro loco potrà, volendolo, esercitare il suo influsso nei rapporti con le autorità competenti, particolarmente in quelli con l’ Ente Provinciale per il Turismo di Lecce, avvalendosi dell’appoggio del Consiglio Comunale, è necessario anche che i cittadini collaborino in modo preponderante a questo movimento di rinascita, al lievitarsi di questa azione mirante allo sviluppo di una attività i cui scopi sono quelli di cancellarne il nome dalla lista nella quale risultano iscritti i centri meridionali destinati a una inesorabile fine.

Cosa è la PRO LOCO, quali sono i fini che si prefigge, quali risultati sono stati conseguiti e quali, invece, si sarebbero dovuti conseguire in questi anni di attività o, meglio, di scarsa attività.

Non si vuole ergersi a critico degli uomini che costituiscono il direttivo dell’ ente turistico cittadino perché è facile criticare quando si è al di fuori della cerchia di azione, liberi di dire ciò che si vuole e senza potere operare al fine di migliorare la situazione. Ma si vuole soltanto mettere in evidenza quelli che sono pregi e difetti di questa Associazione che, una volta creata, si è assunto un onere non indifferente impegnandosi, in un contratto valido a tutti gli effetti, anche se soltanto ideale, con la popolazione di Gallipoli prima e poi con i turisti di tutta Italia, di tutta Europa e di tutto il Mondo.

Delle cose si sono fatte, è vero, e molte forse se ne faranno in avvenire perché non si possono fare passare sotto silenzio manifestazioni a carattere regionale quali quelle di sci nautico e motonautico, né si può non tenere di conto il Carnevale di Gallipoli, questo cavallo scalpitante e irrequieto che proprio per merito dell’ Associazione Turistica è stato domato, al quale sono state imposte le briglie organizzative, trasformando così lo sfogo spontaneo e sfrenato dei Gallipolini in una interessante competizione artistica, composta ed elegante.

Ai Gallipolini piace il divertimento, forse perché ad esso abbandonandosi riescono a dimenticare le sventure dalle quali spesso sono perseguitati, le privazioni cui sono soggetti, il tenore di vita disastroso che in massima parte sono costretti a menare. E quando approfittarne se non che nel periodo in cui “licet insanire�, quando ogni lazzo, anche se moderato, è concesso, quando ci si può estraniare da tutto ciò che è d’intorno per ritornare bambini per ridiventare giovani per mettere da parte il passato e l’avvenire e interessarsi solo al presente? E’ il periodo di carnevale che fa tornare alla mente di tutti, vecchi e giovani donne e bambini i versi del poeta perché

“…è bella giovinezza
che si fugge tuttavia
chi vuol esser lieto, sia,
del doman non v’è certezza�.

E all’ Associazione Turistica va il merito, grande per la verità, di aver saputo trarre da questa spontanea estrinsecazione del proprio io, da questo desiderio intimo di evadere insito nell’animo di ogni Salentino, un rilevante giovamento per Gallipoli, costringendo i forestieri ad invadere questa cittadina per trascorrere una giornata lontani e dimentichi dai quotidiani travagli per assistere alla sfilata dei carri allegorico - grotteschi che per la loro giovane età sono abbastanza artistici, per intraprendere lotte a coriandoli anche con gente che non si è mai conosciuta, per sbizzarrirsi nel travestimento, nell’ imitazione di maschere popolari.

Un notevole apporto all’ incremento turistico si è avuto anche con la organizzazione delle gare nazionali di pesca subacquea promosse con lusinghieri risultati dal locale Club Subacqueo “Gianni Roghi� che dovrebbe essere meno trascurato e le cui iniziative andrebbero incoraggiate. Un gruppo di giovanissimi costituiscono questo Club, eppure riescono a fare cose più grandi di loro, a dare il loro contributo rilevante pur trovandosi di fronte a ostacoli di ogni natura primo tra tutti quello di trovare i mezzi economici per potere dare vita a una manifestazione di tale portata.

Silvano Piccolo

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