( 18° Meridiano del 12 Aprile 1964 )
Per quanto riguarda il Castello, il discorso è da farsi pur nella convinzione che niente si potrà tentare per ottenerne un miglioramento; del resto le condizioni della casse comunali sono quelle che sono, notissime a tutti, e non è lecito assolutamente stanziare una certa somma quando vi sono problemi più urgenti da risolvere. Sarebbe comunque molto bello e interessante sistemare i locali in modo decoroso per potere ivi allestire mostre d’ arte, per potere sistemare gli oggetti da Museo rendendo autonoma la Biblioteca Comunale il cui patrimonio letterario andrebbe arricchito con opere più recenti per una dovuta rinascita di Gallipoli anche nel settore culturale, attualmente nella sua fase più nettamente negativa.
Non dovrebbe mancare, in quell’ambiente, un acquario per la messa in mostra del patrimonio ittico locale, particolarmente interessandosi di quelle specie rare che molto spesso vengono pescate nel mare di Gallipoli come, ad esempio, quella testuggine liuto che ha richiamato un considerevole numero di studiosi e che forse è finita in parte a soddisfare il gusto dei pescatori medesimi e in parte sui tavoli di una bettola locale.
In questo senso sarebbero impiegati i vari milioni concessi, annualmente, dal Ministero del Lavoro e della Massima Occupazione, spesi per la istituzione di cantieri di lavoro per la temporanea occupazione di operai disoccupati.
I lungomare di scirocco e di tramontana, se illuminati a dovere, sarebbero molto più belli perché, lungo uno qualsiasi di questi, lo sciacquio delle onde trasporta in un mondo fantastico e soprannaturale, si può ammirare Gallipoli in tutta la sua bellezza, mentre sia da scirocco che da tramontana, ci si estranea dal mondo compiendo un viaggio rapidissimo sulle ali arcane della fantasia, come sotto l’influsso di una blanda narcosi, di una droga benefica, di un dolce veleno che penetra insidioso nell’intimo di ogni uomo, che ammalia e che non fa male.
E sembra inutile parlare, in questa sede, dell’ Arena Italia e del Lido San Giovanni, opere di notevole interesse architettonico , ormai molto note, mentre non si può fare passare sotto silenzio il Rivellino che offre uno spettacolo di poco gusto con la linea antica deturpata dallo schermo panoramico modernissimo che si staglia su tutto, oltre a un ignominioso telaio di legno eretto per ostruire ai passanti di sbirciare il film in proiezione. Non sembra consono al modo di vedere le cose dai gallipolini che al cinema ci vanno e il film preferiscono gustarlo seduti; è inconcepibile pensare a qualcuno che vuole godersi lo spettacolo da oltre centocinquanta metri di distanza accontentandosi di vedere la parte superiore dello schermo dove appaiono soltanto le teste dei personaggi, da dove è impossibile intravedere l’unica parte del corpo, quella che rende celebri le dive del cinema.
Anche nel campo sportivo Gallipoli lascia molto a desiderare e se non è possibile avere una squadra di calcio competitiva, esistono tanti altri generi di competizione quali le gare ciclistiche, disponendo di un circuito naturale lungo un percorso che va dal Corso Roma al lungomare che passa per l’ Ospedale.
Se il turista non viene a Gallipoli per le oggettive difficoltà nei collegamenti, è indispensabile che gli si vada incontro almeno per il primo approccio per convincerlo che esiste tutto quanto fa al caso suo e cioè la vita comoda il divertimento lo svago la pace, la tranquillità , la grandiosa visione dell’estetica e del bello.
P.S.
Ho voluto tracciare i punti che mi sono sembrati essenziali per l’incremento turistico di Gallipoli, così come io li ho visti, ed ho tentato di volutamente dimostrare come inutile sia chiedere questa o quest’altra industria che quasi mai si ottiene, quando si hanno le carte in regola per risorgere dalla crisi nella quale da tanto tempo si è impelagati e che inevitabilmente si ripercuote su tutto e su tutti; e da questa crisi economica, sociale, politica, culturale si può uscire solo con il dedicarsi anima e corpo al turismo, e a quello soltanto.
Sicuramente avrò delle critiche ma almeno mi resterà la soddisfazione di avere finalmente svegliato qualcuno dal torpore nel quale si vive: sarebbe già questo il migliore risultato che mi premierebbe per questo lavoro.
Ho letto da qualche parte che i grandi uomini sono figli della sfortuna e della sorte avversa e da questo sfortunato momento mi auguro che menti elette rifulgano nell’ attuale situazione per passare alla storia come procreatrici di idee nuove atte a portare Gallipoli ad ergersi sul piedistallo della notorietà e del successo.
Silvano Piccolo